Calendario scolastico

La scuola garantisce il funzionamento tutto l'anno, dal primo settembre al 31 luglio ad esclusione delle festività nazionali come da calendario.

 

GIORNI DI CHIUSURA

  • 1º gennaio - Capodanno
  • 06-gen - Epifania
  • Variabile - Lunedì dell'Angelo
  • 25-aprile - Festa della Liberazione
  • 1º maggio - Festa dei lavoratori
  • 02-giugno - Festa della Repubblica Italiana
  • 29-giugno - San Pietro e San Paolo ( Roma)
  • 05-ottobre
  • 1º novembre - Ognissanti
  • 08 dicembre - Immacolata Concezione
  • 25 dicembre - Natale
  • 26 dicembre - Santo Stefano

P.O.F

OBIETTIVO EDUCATIVO GENERALE

L'obiettivo educativo principale che la nostra scuola si pone è favorire la conoscenza di sé, la conquista dell'autonomia, la scoperta dell'altro e dell'ambiente circostante al fine di instaurare relazioni interpersonali positive.

OBIETTIVO DIDATTICO GENERALE

L'obiettivo didattico principale che la nostra scuola si pone è favorire la capacità di ascoltare e di esprimersi nel rispetto delle norme comportamentali e relazionali.

 

I PROCESSI DIDATTICI 

GLI ASPETTI DIDATTICI: nelle scuole materne di carattere laico i processi didattici, come il modello comunitario di educazione, trovano la loro ispirazione nel vivere quotidiano. In tal modo l'insegnante:

  • Va incontro all'alunno nella sua situazione personale, lo valorizza per quello che è;
  • Lo introduce gradualmente nel mondo delle conoscenze;
  • Ne stimola e motiva l'impegno;
  • Coordina le dinamiche di relazione e di gruppo;
  • Fa convergere la molteplicità e l'eterogeneità degli input;
  • Valorizza tutte le esperienze ai fini educativi.

I CRITERI OPERATIVI: il lavoro educativo si svolge in un orizzonte di senso, che costituisce la logica entro cui si muove per un'azione efficace e coerente con i valori della scuola di ispirazione laica. Tale logica è:

 

Educativa , in quanto affronta ciò che riguarda la delicata maturazione del bambino. Il cammino educativo è facilitato da esperienze positive, condotto in un'ottica propositiva di significato, attento a motivare ed accompagnare le piccole scelte quotidiane ed aiutare a distinguere i messaggi positivi da quelli negativi.

Di scuola , in quanto procede con competenza professionale ed effettua una mediazione, attraverso le conoscenze, fra una corretta e positiva visione di sé della vita e della storia.

 

I CAMPI DI EPERIENZA: le comunità educative ripensano, in vista della crescita integrale del bambino, i campi d'esperienza previsti dagli Orientamenti per la scuola materna, selezionando perciò esperienze e conoscenze alla luce dei bisogni educativi di ogni bambino.

 

" Il sé e l'altro":

è considerato il riferimento più importante ai valori fondamentali della persona e della convivenza umana. Esso punta sullo sviluppo emotivo, sociale, etico, morale del bambino.

 

" Il corpo, il movimento e la salute":

contribuisce alla crescita e maturazione del bambino, promuovendo la positiva presa di coscienza del valore del proprio corpo come espressione di sé.

 

" I discorsi, le parole e produzione dei messaggi":

è il campo dell'esercizio delle capacità di comunicazione e di espressione nelle sue varie forme. Rivolge una particolare attenzione ai bambini con difficoltà di linguaggio e favorisce la più ampia partecipazione alla comunicazione nelle diverse situazioni di handicap.

 

" Le cose, il tempo, la natura":

stimola la capacità di esplorazione, meraviglia, scoperta; favorisce la prima sistemazione delle conoscenze sul mondo della realtà naturale e scientifiche.

 

" Messaggi forme e media":

comprende tutte le attività inerenti alla comunicazione, per una corretta comprensione, una critica fruizione, un'efficace difesa; pone le basi per lo sviluppo di una creatività ordinata e produttiva.

La mediazione culturale di tali contenuti ed esperienze è sostenuta e arricchita dalla vita della scuola, dall'esempio e dalla condotta coerente degli educatori e di tutta la comunità educativa.

 

LA COMUNITA' EDUCATIVA: è consapevole dell'importanza della continuità educativa al fine di una formazione integrale, unitaria ed armonica di tutta la persona nella sua realtà globale.

 

E' pertanto particolarmente attenta ad assicurare: una continuità orizzontale, frutto di equilibrata convergenza delle azioni educative proprie di ogni istituzione o persona impegnata nell'educazione integrale del bambino; una continuità verticale, basata sull'interazione tra persone e istituzioni che accompagnano il bambino nelle fasi progressive della sua crescita (famiglie, asilo nido, scuola materna, scuola elementare,…).

 

 

ARTICOLAZIONE DEGLI SPAZI

  • Atrio strutturato al fine di consentire funzioni di accoglienza ed incontro con le famiglie.
  • Spazio attrezzato con servizio di segreteria.
  • Bagni e spogliatoi del personale.
  • Bagni degli alunni.
  • Tutti i vani sono attigui tra di loro e facilmente raggiungibili.
  • Aula per l'attività dei bambini dai 2 ai 3 anni.
  • Aula per l'attività dei bambini da 3 a 6 anni.
  • Refettorio.
  • Cucina.
  • Aula per le attività libere e di laboratorio.
  • Giardino attrezzato per giochi all'aria aperta.

 

L'AMBIENTE EDUCATIVO: La comunità educativa considera l'ambiente educativo spazio vitale carico di risonanze soggettive rappresentate da persone, oggetti, situazioni, che offre al bambino il senso della concretezza, continuità, flessibilità, coerenza. Non lascia quindi tale ambiente alla casualità e all'improvvisazione, ma lo predispone con intelligenza educativa in uno stile accogliente, semplice, spontaneo, permeato dal clima di famiglia, caratterizzato da bontà, simpatia, ascolto e delicatezza.

 

L'AMBIENTE FISICO: la comunità educativa, consapevole che attrezzature e materiali sono necessari per la qualità dell'educazione, si impegna a garantire strumenti adeguati, ben organizzati, caratterizzati da ordine, misura, armonia, con quel tocco di freschezza e novità che li rende accoglienti, stimolanti e flessibili.

 

I PERCORSI EDUCATIVI: la scuola risponde alle sfide dell'attuale cultura con alcune attenzioni e percorsi educativi. Si riserva attenzione:

  • alla dinamica ludica;
  • alla reciproca solidarietà tra bambini piccoli e grandi e tra bambini e adulti di diversa cultura, religione e nazionalità;
  • alla celebrazione delle feste;
  • alla presenza nel territorio (tradizioni, rapporti con le istituzioni, feste locali,…);
  • all'apertura alle realtà nazionali, europee, mondiali e religioni diverse;
  • all'uso corretto delle multimedialità.

 

LE COMPONENTI DELLA COMUNITA' EDUCATIVA:
sono i bambini, le famiglie, gli insegnanti-educatori, la comunità, il personale ausiliario.

I bambini sono portatori del diritto di educazione, essi sono:

  • soggetti attivi e creativi.
  • nella scuola costruiscono la loro identità, esercitano le proprie competenze, affermano la loro autonomia.

Gli educatori, pertanto, favoriscono in ogni modo l'armonico sviluppo del bambino, la crescita nella libertà, la costruzione della personalità.

 

LE FAMIGLIE: i genitori sono i primi e principali responsabili dell'educazione dei bambini, trovano una loro collocazione qualificata all'interno della comunità educativa, condividono il Progetto Educativo, portano nella scuola le loro esperienze positive.

Ad esse compete:

  • dialogare e cooperare con gli educatori per il raggiungimento degli obiettivi didattici;
  • partecipare alla vita della scuola, proporre, sostenere, animare ed offrire le proprie competenze per un servizio che qualifichi costantemente la scuola;
  • mantenere uno spazio per il dialogo reciproco;

 

GLI INSEGNATI-EDUCATORI: accolgono il Progetto Educativo, sono presenza attiva, qualificata ed amica in mezzo ai bambini, sono aperti al dialogo, disponibili al lavoro collegiale di programmazione, realizzazione e verifica, sono responsabili della propria formazione e dell'aggiornamento personale supportati dalla coordinatrice didattica.

 

LA COMUNITA': è coinvolta in alcune iniziative della scuola, (momenti formativi ed educativi). Varie saranno le gite scolastiche organizzate dalla scuola per fini formativi ed educativi

 

IL PERSONALE AUSILIARIO: fa parte integrante della comunità educativa, aiuta il normale svolgimento della giornata scolastica, esegue servizi accessori.

 

 

LE STRUTTURE DI PARTECIPAZIONE 

Le strutture di partecipazione mirano a creare le condizioni per una sempre maggiore corresponsabilità della vita scolastica. Sono attivate e funzionano con regolarità, secondo le norme dello statuto della scuola e delle disposizioni legislative vigenti.

 

Sono costituite da: 

  • Comitato di Gestione; 
  • Assemblea generale dei genitori; 
  • Assemblea di sezione; 
  • Consiglio di intersezione. 
  • Consiglio dei docenti. 

Sezione primavera

FINALITA' EDUCATIVE

Obiettivo del progetto è quello di realizzare una struttura educativa che si colloca tra il nido e la scuola dell'infanzia. Il progetto è sperimentale: l'ipotesi che si vuole verificare è che possa essere creata una struttura educativa in grado di accogliere i bambini della fascia d'età 24/36 mesi, inserendoli nella Scuola dell'Infanzia.
Esempi di questo tipo sono già presenti in altre città italiane (Torino, Milano e Reggio Emilia). Il presupposto psicologico è che i bambini di questa fascia di età possano vivere le esperienze di socializzazione in un contesto educativo "unico" in cui possano avvalersi della molteplicità di stimoli offerti da un ambiente eterogeneo, perchè ospita bambini tra i 3 ed i 5 anni.

 

FINALITA' SOCIALI:

Esaurire le liste d'attesa d'inserimento nelle strutture educative comunali per i bambini di 24/36 mesi.


STRATEGIA OPERATIVA:

Creazione di una sezione sperimentale, all'interno della scuola dell'infanzia, che accolga bambini tra i 24 ed i 36 mesi d'età.

 

VALUTARE IL PERCORSO DI CRESCITA DEI BAMBINI:

  • Osservazione sistematica degli atteggiamenti dei bambini/e nelle dinamiche di interazione sociale
  • Ruoli attivati
  • Messa a punto di strategie
  • Manifestazioni ed espressioni di emozioni
  • Ricerca di sicurezza
  • Bisogno di fiducia
  • Modalità di relazione con l’adulto
  • Ascolto – empatia
  • Osservazione delle condotte e analisi delle produzioni
  • Attivazione di tipi di gioco
  • Modalità organizzative a gite
  • Immaginazione e creatività
  • Curiosità
  • Richieste/Proposte di attività
  • Partecipazione alle attività
  • Percorsi personali
  • Modi di rielaborazione
  • Modalità
  • Evitare giudizi affrettati e sanzioni valutative
  • Osservare il bambino /a in tempi dilatati e flessibili
  • Tenere conto delle modalità agite dal bambino/a nei vari contesti e nelle scansioni di vita scolastica.

 

VALUTARE L’INSEGNAMENTO

  • Strategie educative e senso di accoglienza
  • Rendere elastici gli interventi educativi e riadattarli ai bisogni profondi dei bambini
  • Considerare i tempi/ritmi personali
  • Accentuare e perfezionare l’osservazione e l’ascolto delle bambine e dei bambini, soprattutto nei momenti di partecipazione ad attività di ricerca/azione e a giochi negli spazi strutturati, per ricalibrare il proprio intervento formativo.
  • Attenzione ai processi
  • Tenere conto delle modalità di apprendimento del bambino/a durante le esperienze
  • Scoprire il senso e dare valore alle risposte diversificate dei bambini/e
  • Capire attraverso l’ascolto attivo il punto di vista del bambino/a
  • Creare situazioni per mettere in gioco il pensiero
  • Attivare la regia educativa al fine di promuovere risposte ed esiti positivi nel tempo

TEMPI/FASI DELLA VERIFICA / DOCUMENTAZIONE

  • Ottobre
  • Febbraio
  • Maggio/giugno
  • Compiere osservazioni prima durante e dopo una serie di esperienze.
  • Produrre documentazione accompagnando la vita della scuola, mettendo a fuoco i processi e selezionando i materiali.


La continuità educativa è garantita dal fatto che la sezione primavera è attigua alla sezione della materna.

In questo modo i bimbi conoscono da subito anche le maestre della materna e non ci sarà un cambiamento radicale di abitudini ma un graduale adattamento tra sezione e sezione. Allo stesso tempo le maestre della materna conoscono i bambini e possono elaborare un percorso ad hoc per ognuno di loro.

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